Torna a casa Lesso.

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Oggi vorrei fare una riflessione sul piacere di esser a casa. Nel senso che non sempre apprezziamo il piacere semplice di esser a casa propria e condividere una serata con le persone che ti vogliono bene, ma vi assicuro che in alcune situazioni è una delle poche cose che può aiutarvi a rimettere ordine la mente.

Personalmente ho bisogno di queste serate rigeneranti in due casi: di rientro da lunghi viaggi di lavoro e purtoppo da due anni fa al rientro da lunghe degenze che ho dovuto fare in ospedale per delle cure di cui sicuramente parleremo negli articoli un po’ più seri che verranno.

Personalmente il rientro a casa è come un ritorno a corte ed è di prassi in questi casi concentrarsi sullo sfarzo di un’accoglienza medioevale. Solo il meglio da dedicarsi una sera è come pretendere una vita perfetta, ma in questo caso no, il meglio per me la prima sera del rientro è poter assaporare tutto il calore di casa e degli affetti.

Detto questo, a chi come me è figlio degli anni ottanta e delle pubblicità storytelling della Star la frase che chiudeva lo spot darà l’ispirazione per la ricetta di oggi: “[…] Tutto il sapore di casa mia”.

In queste parole possiamo definire il piacere che ho provato durante uno di questi rientri quando ho avuto l’idea di seguire le orme della signora dalla cofanata laccata e preparare un ottimo lesso estivo. Avevate avuto un attimo di terrore pensando ad un tristissimo brodino con il dato e il parmigiano, vero?

Vorrei ricordare che in questo sito/blog il mio intento è farvi riscoprire i piaceri della vita non i dispiaceri della quotidianità.

Preparare un buon lesso estivo casomai alla Piemontese così omaggiate a sua insaputa anche chi quella sera non potete invitare, tipo SC, credo che sia una cosa rilassante e che abbia qualcosa a che fare con la terapia dell’olfatto. Voi vi chiederete perché mai dell’olfatto, ecco se quella sera di cui vi sto parlando, fosse entrati nel portone del mio condominio, o peggio ancora nel mio appartamento, avreste capito. Tutto era invaso da un importante profumo di brodo fatto in casa, che a differenza della puzza dei broccoli di cui parlavamo, è un grande passo avanti ed un miglioramento per la scelta delle fragranze da condominio.

Il bello di preparare del bollito è nel modo e nel tempo che si passa tra cucina e divano. Infatti, dopo la scelta della carne, solo il meglio dal vostro macellaio di fiducia (se siete a Milano provate La Scelta.com), c’è la preparazione delle verdure. Si è lì a scegliere, pulire e buttare in un pentolone pezzettoni vari come una strega farebbe per una pozione magica. La cosa bella che quello che va a finire nell’acqua, a seconda della vostra scelta, cambierà inevitabilmente la magia e da pura esperienza dei sensi (cosa che vogliamo raggiungere) potrebbe diventare momento di panico per recuperare il recuperabile. Quindi, attenzione alla ricetta che scegliete, e non fatte il ragionamento di AB:”… tanto è brodo quindi va bene tutto!”.

Dopo per circa tre ore si è in casa con questo profumo che vi avvolge in modo sempre più persistente, voi non ve ne accorgete ma pian piano diventate tutt’uno con la pace della vostra casetta. Di tanto in tanto andate a girare il brodo e qui entra la cromo terapia, da acqua bianca piano piano il colore si scurisce e da giallo (energetico) si passa agli ambra e in qualche caso verso gli aranci che massimizzano la ricarica creativa. Non prendetemi per pazzo è blanda teoria del colore applicata alla brodaglia J, esagerato? Si forse un po’ ma mi piaceva il ragionamento.

Alla fine della cottura dedicarsi a spolpare e impiattare è una pratica rilassante e utile all’esercizio ginnico degli arti superiori. A quel punto si va a tavola e se siete fortunati, come me è avete un caro amico come AF che vi porta in omaggio da Parigi un’intera confezione di Mostarde francesi di Maille ai gusti estivi, per le carni e per i formaggi; allora siete nel vostro nirvana personale.

Godete a quel punto del colpo d’occhio della tavola imbandita, una lunga tovaglia bianca (tipica degli anni 70/80 della signora Star) con piatti bianchi e bicchieri di cristallo. Al centro tavola va sistemata una pirofila che gli ospiti definiscono enorme (io la definirei appena sufficiente) e tutt’intorno i vasetti di mostarda ai diversi gusti, ciotole di verdure fresche e un piccolo tagliere di formaggi scelti. Il vino, certo non può mancare, io sceglierei un Barbera o un Lambrusco.

Appena tutto questo è pronto buona serata e godetevi la cena. Dedico questa storia ai miei amici di Aviano che se stanno leggendo sanno che appena si liberano dagli impegni li aspetto con un lesso estivo tutto per loro, ragazzi vi voglio bene (GI, FM e il mitico CD – per AF non è Cristian Dior).


Morale:

Non c’è bisogno sempre di grandi cose o di troppo impegno per rigenerarsi, alcune volte vasta fare piccole cose semplici e condividerle con chi si vuole bene per sentirsi in pace con se stessi.


Ricetta:

Come dicevamo prima, prendete un pentolone in alluminio tipo strega medioevale, riempite d’acqua fino a metà e iniziate a buttar dentro tutti gli ingredienti lavati e tagliati molto grossolanamente, tipo che le carote le dividete al massimo in due come anche le cipolle.

Trucco per le cipolle, se una volta tagliate le passare un attimo su una palella bollente e le bruciacchiate dal lato tagliato prima di metterle in acqua, questo darà un leggero gusto affumicato al brodo che non è assolutamente malvagio se sposato con l’anice di cui sopra.

Accendete il fuoco, un paio di manciate di sale grosso, e portate ad ebollizione. Da questo momento devono trascorrere almeno 180 minuti, durante i quali bisogna di tanto in tanto girare il tutto.

Dopo tre ore potete spegnere e togliere le carni per far raffreddare. Potete recuperare anche le carote da usare come decorazione (sono buone anche da mangiare).

Una volta che la carne si è freddata, porzionatela e mettete tutto in una pirofila da portare in tavola. Buon appetito.


 

 

 

 



Una risposta a “Torna a casa Lesso.”

  1. pierpaolo ha detto:

    sei il meglio!;)

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